José Mujica a Venezia

Domani si apre ufficialmente la 75° edizione della Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia. E’ questo un appuntamento culturale, per i veri appassionati di cinema, e mondano per varie categorie di individui in cerca di visibilità, divertimento o facili passerelle. Tra tante stars internazionali e personaggi spesso poco credibili, quest’anno brilla la presenza di una persona vera, autentica, di immenso spessore umano: è ospite della manifestazione lagunare José “Pepe” Mujica, presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015, una figura politica senz’altro anomala, che vive a tutt’oggi in una piccola fattoria a Rincón del Cerro, un villaggio alla periferia di Montevideo;

che durante la presidenza rifiutò di vivere nella residenza presidenziale; che tratteneva per sé 800 euro dell’appannaggio mensile relativo alla sua carica (circa 8.300 euro), sostenendo che gli erano sufficienti per vivere, tanto più che molti suoi connazionali dovevano vivere con salari inferiori; che si serve per i suoi spostamenti di una Volkswagen Maggiolino del 1987, regalatagli da amici.

 

Infatti in questa edizione del Festival verrà presentato il documentario del regista serbo Emir Kusturica a lui dedicato, dal titolo “El Pepe, una vida suprema”. Si tratta di un lungometraggio di 74 minuti, girato da Kusturica nel 2014 a Montevideo ed a New York, nel quale sono incluse immagini inedite di Mujica nell’ultimo periodo della sua presidenza, scene di vita quotidiana e conversazioni tra il regista ed il presidente. Quando Kusturica annunciò l’intenzione di realizzare quest’opera precisò che essa avrebbe ripercorso tutto il cammino del leader uruguaiano, dalla partecipazione alla resistenza a fianco dei guerriglieri Tupamaru contro il regime autoritario al potere negli Anni Sessanta e Settanta, alla lunga prigionia fino alla presidenza. Ne esce  dunque il ritratto di un uomo umile, fedele ai propri ideali ed aperto al cambiamento, un attivista politico , un guerrigliero, fiero del proprio passato, mai pago dei risultati raggiunti, ricco di speranze per il futuro del suo Paese e dell’umanità. Particolare rilievo è stato dato dal regista balcanico alla relazione da lui stabilita con l’uomo Mujica: un’affinità spirituale e di pensiero che li ha portati a confrontarsi circa il senso dell’esistenza umana da una prospettiva filosofica, poetica ed estetica, oltre che politica.

 

 

Così ha commentato Emir Kusturica il suo lavoro ed il suo rapporto con José Mujica:

 

“Realizzare un’utopia richiede un fondamentale cambio di coscienza. Con la sua vita e l’esempio personale, José Mujica dà la speranza di poter raggiungere degli ideali. L’amore di Mujica per la vita e la natura è al centro della sua ideologia. Colpito da lui e dal suo lavoro, triste per non aver avuto un tale presidente, ho fatto questo film per celebrare virtù ed utopia”.

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